Quanto pago con la partita IVA

Quanto costa la partita IVA nel 2026 e cosa scegliere tra forfettario e ordinario: tasse, contributi INPS e coefficiente di redditività dal tuo codice ATECO, con quanto ti resta netto. Orientativo, non è una consulenza.

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    Domande frequenti sulla partita IVA nel 2026

    Quanto costa la partita IVA?

    Dipende dal regime e dalla gestione INPS. In forfettario paghi un'imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività, sul reddito forfettario: i ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO, meno i contributi versati. In più i contributi INPS: fissi per artigiani e commercianti, circa 4.500 euro l'anno riducibili del 35%; il 26,07% del reddito per chi è in gestione separata, senza importi fissi. Il calcolatore qui sopra ti dà la cifra per il tuo caso.

    Forfettario o ordinario: cosa scegliere?

    Il forfettario conviene a chi ha pochi costi reali: aliquota ridotta, niente IVA in fattura, contributi ridotti del 35% per artigiani e commercianti, contabilità semplice. L'ordinario comincia a convenire quando i costi reali superano la quota di spese che il coefficiente riconosce in automatico, oppure quando si supera il limite di 85.000 euro di ricavi. Il calcolo mostra il punto di pareggio: il livello di costi oltre il quale conviene cambiare.

    Che cos'è il coefficiente di redditività?

    La percentuale dei ricavi che il forfettario considera reddito, senza guardare i costi reali: 40% commercio e ristorazione, 54% ambulanti non alimentari, 62% agenti di commercio, 67% artigiani e altre attività, 78% professionisti e sanità, 86% costruzioni e immobiliare (Allegato 4 alla legge 190/2014). Il resto è la quota di spese riconosciuta in automatico.

    Qual è il limite di ricavi del forfettario nel 2026?

    85.000 euro l'anno, ragguagliati ai mesi di attività nel primo anno. Oltre 100.000 euro si esce dal regime nello stesso anno. Non si accede con redditi di lavoro dipendente dell'anno precedente oltre 35.000 euro o spese per dipendenti e collaboratori oltre 20.000 euro.

    Quanti contributi INPS si pagano con la partita IVA?

    Nel 2026 artigiani e commercianti versano il contributo fisso sul minimale di 18.808 euro (4.521,36 e 4.611,64 euro) più il 24% o 24,48% sul reddito eccedente, con la riduzione del 35% a domanda per i forfettari. I professionisti senza cassa versano alla gestione separata il 26,07% del reddito. Chi è iscritto a un albo versa alla cassa di categoria.

    Come trovo il codice ATECO della mia attività?

    Dal 1° aprile 2025 vale la classificazione ATECO 2025 dell'ISTAT. Qui cerchi tra 229 mestieri in lingua comune e tra titoli e note esplicative di tutti i 1.290 codici; per ogni codice vedi cosa comprende, cosa esclude e il coefficiente che ne deriva.

    Quando si pagano le tasse del primo anno di partita IVA?

    I contributi fissi di artigiani e commercianti in quattro rate (maggio, agosto, novembre, febbraio). L'imposta del primo anno si paga a giugno dell'anno successivo insieme al primo acconto per l'anno in corso: è l'effetto «doppia imposta» del secondo anno, da mettere in conto.